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Ha raggiunto quota 600 donazioni confermandosi uno dei gruppi Fidas più generosi della provincia. È un 2017 di grandi soddisfazioni quello che si è chiuso per la sezione dei donatori di sangue di Monticello che, a fine anno, hanno voluto tracciare un bilancio dei mesi passati. I soci si sono attestati a quota 419, con ben 38 nuove reclute giunte a dare man forte alla squadra guidata dal presidente Flavio Corà. Le donne donatrici sono 143, quasi 300 invece, 296 per l'esattezza, gli uomini (e qui gioca un ruolo significativo il requisito del peso corporeo di almeno 50 chili per poter donare il sangue). In 387 hanno donato sangue intero, 161 il plasma, 33 le piastrine, 10 plasma e piastrine e in 3 si sono sottoposti ad altri tipi di prelievo. L'età media dei donatori monticellesi è 43 anni, 191 hanno un gruppo sanguigno 0+, 26 0-, 95 A+, 19 A-, 35 B+, 8 B-, 13 AB+ e 3 AB-. Un “team” solidale che in paese ha la sua sede a Cavazzale, nell'intitolata piazzetta del Donatore di Sangue e che sarà protagonista domenica 14 gennaio alla quarantesima edizione della Marcia della Fraternità.

Fonte:  http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/grande-vicenza/monticello-c-otto/seicento-donazioni-per-la-fidas-locale-1.6210552


 

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E' con grande piacere che il gruppo Fidas Vicenza Donatori di sangue di Monticello Conte Otto  avrà come ospite per la seconda volta una sua donatrice,l’alpinista Anna Grego, venerdi 20 Ottobre 2017 alle ore 20.30 presso l'aula Bressan delle scuole medie Don Bosco di Cavazzale Vicenza.. Anna presenterà una videoproiezione del suo viaggio in Alaska sulla vetta del McKinley, con immagini mozzafiato viste con occhi non solo di fotografo ma anche di alpinista ed amante dell’alta montagna!

Vi aspettiamo numerosi!!

…..riportiamo qui di seguito una sua breve presentazione:

“Inizio queste righe citando la frase di un mio caro amico che ho perso qualche anno fa di ritorno
dall’Himalaya e che diceva: “LA MONTAGNA E’ IL LUOGO DELLA MIA LIBERTA’”. Questa frase posso anche farla mia perché il tempo libero che resta fuori dal mio lavoro presso uno studio tecnico come lavoratore autonomo e la famiglia, lo dedico praticamente a lei, alla montagna che frequento sin da bimba dall’età di 4 – 5 anni, e da allora la mia passione e amore per lei è diventato sempre più speciale…… Ho sempre cercato di raccogliere i lati positivi da tutti i miei viaggi, dalle salite, dalle sconfitte e dagli incidenti in montagna che ho avuto o da esperienze difficili. Ho messo tutto nel mio grande zaino e questo è stato ed è un grande aiuto anche nella mia vita. Quando nel quotidiano mi sembra di soffocare da impegni, difficoltà, stanchezza allora apro il mio zaino e trovo qualche bellissimo momento, o una difficoltà superata e torna il sereno, la voglia di ritornare a salire in alto nuovamente. A volte vado in montagna da sola perché mi piace sentire il suo silenzio, il suo respiro,quasi ad entrare nella sua parte viva, essere un tutt’uno con lei. Non sono abituata a raccontare troppo di me e delle mie semplici salite, però cerco di ricordarne alcune: in Dolomiti ho salito varie vie di arrampicata classica in Civetta, Brenta, Campanil Basso, Pale di S. Martino, Lastoi di Formin, Croda da Lago, Catinaccio, Piccole Dolomiti, Grigne, Jou fuart, Campanile Val Montanaia, Spalti di Toro, Cridola, Cadini, Tre Cime Lavaredo, Pordoi, Falzarego, Sella. Salite a vie normali di alcuni quattromila delle Alpi, cresta Kufner al Mont Maudit, Monte Bianco dal versante italiano, attraversata del Bianco dal versante italiano al Goutier, discesa della parete nord sempre del Bianco con gli sci da Chamonix, salita invernale del Petit Du Domino via Petit Viking dal ghiacciaio Argentier avvicinamento con gli sci e salita della via, bivacco in tenda e ritorno a Chamonix con gli sci, gengiva del Dente del Gigante, Aiguille du Plan, Monte Rosa, Bernina, Cervino (ma tornati indietro per brutto tempo), attraversata dei Liskamm, Breithorn, Gran Paradiso, i Comben con gli sci, cresta Festigrat al Dom de Mishabell, Stralhorn, Allallihorn, Rimphishorn, Weisshorn, parete nord dell’Obergabelhorn, Dent Herens cima invernale con gli sci, Ortles e Integrat, Faustinelli nord della Presanella, invernale alla Croda del Becco con avvicinamento con gli sci, salita alla parete nord del Disgrazia. Scialpinismo in Dolomiti, Alto Adige, sulle Alpi, a Tromso nella Norvegia del nord, qualche cascata di ghiaccio e salite extra europee quali il mio primo seimila l’Island Peak, il Mera Peak in Nepal, l’attraversamento dei ghiacciai Biafo-Hispar con lo Snow Lake in Pakistan, la salita di una cima alla sua seconda ripetizione nella zona degli Ogre, salita dell’Acongaua dalla via Falso dei polacchi in Argentina, spedizione all’Everest dal Tibet con arrivo sopra il colle Nord, spedizione al Broad Peak, spedizione al Cho Oyu con arrivo al campo tre, Shisha Pagma con arrivo al campo due e poi di ritorno a casa per problemi interni di gruppo come all’Everest, salita del McKinley in Alaska per la via Butter est, l’Huascaran Nor, il Nevado Copa, Nevado Urus e Hischinka in Perù, tentativo all’AmaDablam fino al campo tre e scesi per condizioni non sicure della montagna e ultimo salita con gli sci all’Elbrus in Caucaso una delle seven summit.


 

 

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Migliaia di donatori FIDAS hanno attraversato la città per testimoniare il valore del dono. Questa mattina circa 10mila volontari del dono, appartenenti alle associazioni federate FIDAS, si sono dati appuntamento ai Giardini Montanelli a Milano per la 36° Giornata del donatore.

Dopo la due giorni dedicati al 56° Congresso nazionale che ha coinvolto 200 delegati a Bergamo, la FIDAS ha indossato il vestito della festa. Alle 9.30 la celebrazione della S. Messa presieduta da Don Paolo Fontana, responsabile pastorale della salute della diocesi di Milano, al termine della quale si sono susseguiti i saluti delle autorità. Pierfrancesco Majorino assessore politiche sociali del comune di Milano ha ringraziato i donatori “per aver compreso a pieno il significato più alto della parola solidarietà, ossia la responsabilità nel mettersi a servizio del altro  prendendosi cura di quanti hanno necessità di sangue”; Imerio Brena presidente FIDAS Lombardia, a nome delle associazioni della Regione che hanno collaborato per la realizzazione della giornata ha ricordato che “i donatori FIDAS sono tifosi della vita” perché sono pronti a tendere il braccio a chi ha bisogno; infine il presidente nazionale Aldo Ozino Caligaris, che ringraziando tutti i convenuti ha ribadito il ruolo fondamentale dei donatori per il Sistema Sanitario nazionale.

Poi il passaggio del testimone da Milano a Napoli, dove si svolgerà la 37ma Giornata del donatore ad aprile 2018. A ricevere la bandiera della FIDAS il presidente FIDAS Atan di Napoli Ciro Caserta, il presidente FIDAS Campania Gennaro Carotenuto e Francesco Versetti, Consigliere delegato dal sindaco del Comune di Napoli.

Complice una bella giornata di sole, un fiume di donatori ha attraversato la città fino a Piazza della Scala tra la musica della Banda D’Affori, di quella di Paullo e di quella di Peschiera Borromeo, le coreografie degli Alfieri di Costigliole d’Asti e i colori degli oltre 170 gonfaloni che hanno sfilato per ricordare la gioia del dono volontario, anonimo e gratuito.


 

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